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Roberto Faenza

Diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, debutta giovanissimo alla regia con un successo internazionale, il dissacrante Escalation (1968), cui fa seguito H2S, film censurato e mai più rimesso in circolazione. Si trasferisce quindi negli Stati Uniti dove insegna scienza dei mass media presso il Federal City College di Washington. Tornato in Italia, dirige Forza Italia! (1978) satira del potere politico democristiano. Nel 1983 esce nelle sale Copkiller, interpretato da Harvey Keitel e Johnny Rotten. Mio caro dottor Grasler (1990), con Keith Carradine, Miranda Richardson, Kristin Scott-Thomas and Max Von Sydow, inaugura l’amicizia e la collaborazione con Milena Canonero, costumista con tre premi Oscar al proprio attivo. Il 1993 è l’anno di Jona che visse nella balena, con cui Faenza vince il David di Donatello per la migliore regia. Seguono Sostiene Pereira (1995), ultimo film italiano di Marcello Mastroianni che vinse il David di Donatello per la migliore interpretazione, e nel 1997 Marianna Ucria, con Emanuelle Laborit e Philippe Noiret. Nel 1999 gira in Israele L’amante perduto; nel 2003 esce Prendimi l’anima, uno dei suoi maggiori successi, cui fanno seguito nel 2004 Alla luce del sole con Luca Zingaretti e nel 2005 I giorni dell’abbandono, con Margherita Buy, Goran Bregovic e Luca Zingaretti. Dirige poi I Vicerè (2007), con Alessandro Preziosi, Lando Buzzanca e Cristiana Capotondi e, nel 2008, Il caso dell’infedele Klara con Claudio Santamaria, Laura Chiatti, Iain Glen e Kierston Wareing, in uscita nelle sale italiane all’inizio del 2009.
Autore di vari saggi in tema di rapporti tra informazione e potere, Faenza insegna Teorie e tecniche del linguaggio cinematografico e Trasposizione e adattamento dei prodotti culturali presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza, Università di Roma.